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Convegno pubblico su reddito di cittadinanza e salario minimo

Venerdì alle 15.00 l’Ordine dei Commercialisti propone un appuntamento alla Sala del Giudizio per comprendere gli effetti dell’entrata in vigore del primo, e delle proposte in campo per il secondo

Reddito di cittadinanza e salario minimo saranno al centro di un convegno pubblico promosso venerdì 10 gennaio dall’Ordine dei Commercialisti di Rimini dalle 15.00 alla Sala del Giudizio del Museo Tonini di Rimini.

Il programma prevede i saluti del Comune di Rimini, che patrocina l’appuntamento, con l’intervento dell’assessore Gian Luca Brasini e a seguire quello del presidente dell’ordine dei commercialisti, Giuseppe Savioli.

Sul salario minimo ci sarà una relazione di Cinzia Brunazzo (Direttore Scientifico Gruppo ODCEC Area Lavoro) e a seguire una tavola rotonda sul tema del reddito di cittadinanza introdotta dal commercialista riminese Maurizio Falcioni.

Interverranno: On. Francesca Pugliesi (Sottosegretario Ministero del Lavoro), Raffaella D’Atri (Capo Ispettorato territoriale del Lavoro di Rimini), Dott.ssa Mattia Vittoria Pennestrì (Direttore Inps sede Provinciale di Rimini), Alberto Zambianchi (Presidente Camera di Commercio della Romagna), Marco Chimenti (Direttore Generale Confindustria Romagna), Mirco Botteghi (Segretario Generale Filcams CGIL Rimini), Roberto Baroncelli (Segretario CISL Romagna) e Giuseppina Morolli (Segretario Generale CST UIL Rimini). Il dibattito sarà moderato dalla giornalista Simona Mulazzani.

 

Al convegno saranno presentati i dati di una ricerca compiuta in seno all’Ordine dei Commercialisti per inquadrare il tema del salario minimo che è al centro di varie proposte di Legge che prevedono un valore minimo orario pari a 9 euro al lordo dei contributi previdenziali ed assistenziali, che in una proposta sale a 10 euro orari considerando che la cifra viene considerata al netto dei contributi.

Oggi la media rilevata dallo studio è di 7,43 euro che sale a 9,03 euro l’ora se si considerano tutti gli istituti indiretti relativi ad esempio 13° e 14° su tale ore, sempre al lordo dei contributi previdenziali con differenze rispetto ai vari settori, ma tale da evidenziare, in caso di entrata in vigore del salario minimo secondo le proposte, un aumento di costi per i datori di lavoro di oltre il 21%.

Il 53° rapporto Censis, ultima indagine sulla situazione della società italiana, evidenzia che su un totale di 23.215.000 occupati i lavoratori con retribuzione oraria inferiore a 9 euro lordi sarebbero 2.941.000 pari al 12,66%. Di questi 2.941.000 un terzo circa ha un’età compresa fra 15 e 29 anni e il 79% è costituito dagli operai.

Il problema esiste ma è un problema di rappresentanza e si annida nella giungla di contratti collettivi di lavoro esistenti, 800 quelli depositati al CNEL ed è nei contratti cosiddetti “Pirata” che la retribuzione è inferiore; ma non esiste una buona legge che definisca i parametri della rappresentatività.  

Quanto al reddito di cittadinanza, le riflessioni partiranno dai dati (2.313 nuclei famigliari beneficiari a Rimini) per arrivare a discutere degli effetti prodotti, i benefici e le distorsioni emerse.