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Sempre più viaggi in bus, si risparmia e si tutela l'ambiente

L’Italia viene da una fase di bassa rotazione dei mezzi utilizzati per il TPL (poco meno di 50.000 mezzi circolanti) ed un tasso di ricambio molto lento. Tenuto conto che per stare nella media UE, con la dismissione del mezzo dopo 7 anni, l’uscita dovrebbe riguardare 3.000 mezzi circa.

I provvedimenti del precedente Governo hanno fatto impennare nuova domanda, ancora non manifestatasi compiutamente nella sua potenzialità per via di passaggi burocratici talvolta complicati da affrontare.

A ispirare ottimismo è la connotazione strutturale del finanziamento, con orizzonte 15 anni e quindi le imprese sono alla vigilia di una stagione che ispira ottimismo. Si aggiungono le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti stima che nei prossimi 18 mesi entreranno in circolazione 5-6.000 nuovi autobus e che fino al 2030 2.000 autobus ogni anno entreranno in servizio.

Un altro fattore che disegna lo scenario positivo è la Legge di Bilancio 232 del 2016, ai commi 613-615 nella parte che riguarda la mobilità sostenibile.

Norme che stanziano risorse pluriennali, ma anche l’indicazione precisa che il settore debba progressivamente riconvertirsi dalla trazione diesel ad alimentazioni alternative.

Insomma, insieme alle risorse che aprono la strada a nuovi investimenti, c’è anche il tema della qualità dei mezzi che dovranno essere acquistati per ridimensionare l’uso del mezzo diesel, soprattutto in ambito urbano e in ambiti critici.

D’altra parte, dal 1° gennaio 2019 gli Euro 0 dovranno fermarsi, mentre lo stop ad Euro 1 ed Euro 2 scatterà al rinnovo dei ‘Contratti di Servizio’, è l’arrivo di mezzi elettrici chiede interventi sull’organizzazione della città e delle aziende di trasporto, con infrastrutture di supporto diffuse sul territorio (colonnine di ricarica).

Il TPL è un sistema di imprese che ogni anno trasportano 5,3 miliardi di passeggeri, fatturano 12 miliardi di euro, producono oltre 2 miliardi di chilometri vettura e danno lavoro a 124.500 addetti.  Questo sistema, tuttavia, opera in un mercato in cui predomina il mezzo privato: oltre l’80% degli spostamenti sono effettuati con le «quattro ruote», mentre l’insieme di tutti i mezzi collettivi aggrega una quota modale non superiore al 12-13%. Proporzioni che andrebbero radicalmente invertite per il bene del Paese.

Quello dei bus è un settore economico dinamico e in crescita: secondo le stime di AUTOBUS, le immatricolazioni di mezzi al di sopra delle 8 tonnellate hanno raggiunto nel 2017 le 2.278 unità, oltre 500 in più dell’anno precedente (+31%). A trainare la ripresa sono stati i finanziabili: 719 ‘urbani’ (+79% rispetto a due anni fa) e 708 ‘linea’ (+52%), segmento che negli anni più bui era scivolato anche al di sotto di quota 400.