RiminiLife: dichiazioni di Piero Aicardi e Marco Da Dalto

Piero Aicardi, Amministratore Unico Ariminum Sviluppo Immobiliare:

Siamo sinceramente colpiti dal tono dell’intervento dei capigruppo di maggioranza del consiglio comunale di Rimini. La disponibilità al confronto anticipata dall’assessora Frisoni ci aveva lasciato la speranza di una apertura al dialogo, con un’intonazione finalmente costruttiva e distensiva, che speravamo ci avrebbe accolto il prossimo 6 dicembre.

Sgombro subito il campo: non entriamo nella dialettica politica e non vogliamo alimentare lo scontro, ma non possiamo esimerci dal rinnovare la nostra disponibilità a qualsiasi confronto pubblico che dovesse rendersi necessario a tutela degli interessi della città.

Siamo rimasti sorpresi dall’assenza di domande di chiarimento da parte dei rappresentanti dei gruppi di maggioranza durante la Commissione. Sarebbe stata l’occasione per permetterci di capire, direttamente e concretamente, quali sono le motivazioni di mancanza di interesse pubblico all’interno della nostra proposta.

Riscontrando la totale assenza di interventi, pensavamo si sarebbero riservati di riportare il loro pensiero nel prossimo incontro; invece, l’intervento di ieri sulla stampa evidenzia non solo una mancanza di motivazioni al diniego, ma anche, e soprattutto, un arroccamento ideologico che certamente non fa bene alla città.

Si susseguono i soliti ritornelli che il nostro video documentario ha ampiamente disintegrato.

La gente lo sta guardando e noi lo renderemo sempre più visibile, in linea con la nostra visione che si incentra su una comunicazione chiara e pubblica di tutti gli eventi.

Dispiace come un progetto inclusivo con contenuti oggettivi di sostenibilità e qualità urbana, portatore evidente di interesse pubblico, a firma di uno dei più importanti architetti internazionali, sia continuamente sminuito e attaccato solo per la presenza di un supermercato.

Dispiace registrare che da due anni a questa parte siamo stati oggetto di attacchi pesanti, partiti dal Sindaco e sostenuti dalla maggioranza; abbiamo sopportato le diffamazioni, i processi alle intenzioni, illazioni infondate, ed ora anche accuse di arroganza che ci offendono, che con forza respingo.

Non accettiamo più questi toni, se è vera la volontà a condividere un progetto di rigenerazione non si può usare questo livello di comunicazione.

Marco Da Dalto, Coordinatore Progetto RiminiLife:

Visto che siamo in un Paese libero ed è consentito il diritto di critica, vorrei stimolare una riflessione. il nostro video documentario chiude con una considerazione, credo oggettiva, ovvero che questa impasse che lascia tutto così, fa tutti PERDENTI, ed è evidente che il prezzo più caro lo pagano la città e i residenti.

Forse però così non è, i dati del commercio che abbiamo fornito (statistiche Urbistat) ci dicono che l’offerta alimentare a Rimini è sottodimensionata e il 70% è concentrata, con due marchi che dominano Conad (prevalente) e Coop, insieme nella LegaCoop Romagna, va da sé la considerazione che questa impasse (sono già passati due anni) fa tutti perdenti ed involontariamente probabilmente qualcuno è vincente.

Nel leggere i capigruppo di maggioranza è pertanto evidente una contraddizione, in quanto "l’azione è l’inverso del pensiero", perchè nel tentativo di difesa di un interesse pubblico, in due anni mai motivato, di fatto, lasciando tutto così, involontariamente si fa solo l’interesse di un privato.

Davvero anacronistico!

Richiamo i consiglieri di maggioranza ad un maggiore senso di responsabilità, a tenere conto che coscientemente realizzare delle palazzine pubbliche in un contesto di degrado è umanamente non accettabile, perché tutti sappiamo che non ci manderemmo i nostri figli a giocare e avremmo timore ad abitarci.

Il denaro pubblico è prezioso e che quello stanziato per gli espropri può essere utilizzato per altro, magari per aiutare quelle famiglie che hanno bisogno.

Sicuramente è superfluo evidenziare che se una sentenza definitiva (Consiglio di Stato) sul ricorso da noi promosso - contro il diniego alla proposta di accordo di programma - dovesse dimostrare che i soldi dell’esproprio si potevano risparmiare, il tema diventa di competenza della Corte dei Conti la quale chiederà ai dirigenti e ai consiglieri, che non hanno utilizzato con cura il denaro pubblico, di rispondere direttamente con il proprio patrimonio personale; lo faccio solo per diritto di critica e ricostruzione dei fatti.

Lasciare tutto così com’è, significa lasciare la vostra firma per sempre su quell’enorme transatlantico di cemento, paura e degrado. Se la nascita di quella vergogna non vi appartiene, mantenerla in vita ve ne attribuirà per sempre la paternità e la responsabilità.


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